Il Global warming fa acqua. E se riparassimo i tubi?

11 AGO 20
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Da “numeri ufficiali” del Co.Vi.Ri (Comitato per la Vigilanza sull’uso delle Risorse idriche) pare che gli acquedotti italiani perdano, mediamente, ogni traccia di ben 2,61 miliardi di metri cubi d’acqua all’anno, “corrispondente ad un media del 30% sul territorio nazionale”. Il 30%!! Se mai riusciremo a distrarci dalle tragicomiche litanie del global warming (per inciso, sto scrivendo sotto una bellissima nonché inusuale nevicata romana) ricordiamoci di questi dati quando, più o meno a luglio p.v., qualcuno inizierà a parlare di clima desertico, crisi idriche, rubinetti a secco e docce a giorni alterni. Ma, per par condicio, sforziamoci anche di ricordare, sempre a luglio p.v., le lamentazioni di quanti, alla sola ipotesi di privatizzare questi meravigliosi impianti, merito e vanto della più avanzata tecnologia idraulica nazionale e dispensatori di ricchezza, hanno gridato allo scandalo, alla vergogna, al “furto”. (Sempre per inciso, la sola idea della privatizzazione pare aver turbato anche non pochi eco/parroci, tanto attivi e tenaci in “re aliena” quanto remissivi e dimessi in “re propria”). Intanto ha smesso di nevicare: sarà certamente esito di una qualche attività antropica.